IL LAVORO NELLE START UP INNOVATIVE

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 245 del 19 ottobre 2012, Supplemento Ordinario n.194/L il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.Il provvedimento contiene, tra l’altro, disposizioni finalizzate alla nascita e alla crescita di imprese innovative.

Definizione di start up innovativa e incubatore certificato Destinatari della norma sono le società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, di diritto italiano, o società comunitaria europea con sede in Italia, le cui azioni o quote non siano quotate in borsa o su un sistema multilaterale di

negoziazione, in possesso dei seguenti requisiti:

- la maggioranza del capitale deve essere detenuta da persone fisiche;

- l’impresa, se già costituita, deve essere attiva da non più di 48 mesi;

- l’impresa deve avere la propria sede legale in Italia;

- a far data dal secondo anno di attività il totale della produzione annua, risultante a bilancio, non deve essere superiore a cinque milioni di euro;

- l’impresa non deve distribuire e aver distribuito utili;

- l’oggetto sociale esclusivo deve essere quello dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di prodotti o di servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico;

- l’impresa NON deve essere nata a seguito di fusione, incorporazione o cessione di azienda o di ramo di azienda;

L’impresa deve inoltre possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:

1) spese di sviluppo e di ricerca (escluse quelle relative all’acquisto di beni immobili) uguali o superiori al 30% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione;

2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero;

3) sia titolare (ovvero licenziataria) di almeno una privativa industriale relativa ad un’invenzione industriale, biotecnologica, ad una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

 

E’ altresì prevista la figura del c.d. incubatore certificato, ossia di un soggetto (società di capitali anche in forma cooperativa  non quotata in borsa e, se comunitaria, con sede legale in Italia) che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start up innovative, in possesso dei seguenti requisiti:

- dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere “start-up” innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;

- dispone di attrezzature adeguate all’attività delle “start-up” innovative, quali sistemi di accesso alla rete Internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;

- è amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;

- ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a “start-up” innovative;

- ha adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a “start-up” innovative.

 

Disciplina aggiuntiva e deroghe in materia di lavoro a termine nelle imprese innovative

Per i quattro anni successivi all’avvio dell’attività le imprese innovative potranno stipulare contratti di lavoro a tempo determinato (con esonero dal pagamento del contributo addizionale dell’1,40% della retribuzione imponibile di cui all’rt. 2, c. 28, L. 92/12) senza necessità della puntuale  indicazione delle ragioni giustificatrici del termine previste dall’art. 1, D.Lgs. 368/01, in tutte le ipotesi in cui il rapporto di lavoro si sviluppa per lo svolgimento di attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale. In tal caso il contratto non potrà avere una durata minima inferiore i sei mesi e una durata massima superiore ai trentasei mesi (superato il termine di trentasei mesi è possibile stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato per la durata massima di dodici mesi, purché la stipula avvenga presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio). Entro il  suddetto termine massimo potranno inoltre essere stipulati più rapporti a termine, sia non rispettando i periodi di intervallo previsti dall’art. , D.Lgs. 368/01, sia correlandoli tra loro senza alcuna soluzione di continuità.

Per tutto quanto NON diversamente disposto, al rapporto di lavoro a termine sono applicabili le disposizioni di cui al D.Lgs. 368/01.

 

Retribuzione dei lavoratori

La retribuzione dei lavoratori assunti da un’impresa innovativa, dovrà essere costituita da una parte che non potrà essere inferiore al minimo tabellare previsto, per il rispettivo livello di inquadramento, dal contratto collettivo applicabile, e, dall’altra, da una parte variabile, consistente in trattamenti collegati all’efficienza o alla redditività dell’impresa, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri obiettivi o parametri di rendimento concordati tra le parti, incluse l’assegnazione di opzioni per l’acquisto di quote o azioni della società e la cessione gratuita delle medesime quote o azioni.

 

I contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale potranno definire anche con accordi interconfederali o avvisi comuni:

a) criteri per la determinazione di minimi tabellari specifici funzionali alla promozione dell’avvio delle “start-up” innovative, nonché criteri per la definizione della parte variabile della retribuzione;

b) disposizioni finalizzate all’adattamento delle regole di gestione del rapporto di lavoro alle esigenze delle “start-up” innovative, nella prospettiva di rafforzarne lo sviluppo e stabilizzarne la presenza nella realtà produttiva.

 

Remunerazione con strumenti finanziari

E’ previsto che il reddito di lavoro derivante dall’assegnazione, da parte di imprese innovative e di incubatori certificati ai propri amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi, di strumenti finanziari o di ogni altro diritto o incentivo che preveda l’attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari, nonché il reddito derivante dall’esercizio di diritti di opzione attribuiti per l’acquisto di tali strumenti finanziari, NON concorre a formare il reddito imponibile dei suddetti soggetti, sia ai fini contributivi che ai fini fiscali, a condizione che tali strumenti finanziari non siano riacquistati dalla start up innovativa o dall’incubatore certificato, dalla società emittente o da qualsiasi soggetto che direttamente controlla o è controllato dalla start up innovativa o dall’incubatore certificato ovvero è controllato dallo stesso soggetto che controlla la start up innovativa o

l’incubatore certificato.

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